La tecnologia applicata a sosta e mobilità: continua evoluzione e nuove opportunità.

Enrico Podestà, Amministratore Unico di Input, l’Azienda che si occupa delle tecnologie impiegate a Faenza per la gestione del piano sosta nell’ambito del progetto Movs, ci racconta alcune novità che possono coinvolgere le Imprese e gli artigiani del Territorio nel crescente mercato delle Smart Cities.

Input ha appena trasferito da Genova i propri magazzini e aperto un training center per le Aziende e i Tecnici delle Città che operano nell’ambito delle soluzioni per le Smart Cities in tutta Italia. Come siete arrivati a questa scelta e quali progetti avete in mente?

Il primo contatto con la Città è nato nel 2013, quando abbiamo realizzato il progetto per la gestione del piano sosta che prende il nome di Movs. Input è nata nel 2002 ed ha operato nel Nord Italia come partner della sede Siemens Italiana per le soluzioni dedicate ai parcheggi dal 2002 al 2014 e realizzando soluzioni adottate in oltre 200 Città. Lo scorso anno l’Azienda è diventata distributore di queste tecnologie per tutta l’Italia ed opera direttamente con Siemens AG (Germania). Una nuova veste che ha fatto crescere il nostro Territorio di competenza e il numero di prodotti e soluzioni disponibili nell’area delle Smart Cities.
Merito di questo passo avanti è stato anche il progetto di Faenza, presentato a più riprese come un esempio virtuoso al partner Siemens e alle Città con cui Input lavora o a cui presenta le proprie soluzioni. Per questi motivi Faenza ci è sembrata la sede ideale in cui presentare le nostre soluzioni ai nostri partner e alle Città che vogliano vedere sul campo e studiare soluzioni di pianificazione e gestione della sosta innovative in termini di trasparenza, servizi e tecnologie.

Oggi la Vostra Azienda è partner Siemens per l’Italia nell’ambito dei sistemi ITS per le Smart Cities. Cosa significa per Voi e quali attività avete in mente di sviluppare nell’immediato futuro?

Siemens è un marchio molto noto nell’ambito dell’industria elettronica, ma non tutti sanno che l’azienda tedesca ha ideato il primo semaforo e il primo sistema di conteggio dei veicoli mediante spira elettromagnetica ai fini del monitoraggio traffico. La tradizione di Siemens in questo settore si è sviluppata nel tempo nella realizzazione di centrali di controllo del traffico sempre più complete e, grazie all’evoluzione dei sistemi informatici, alla realizzazione di reti urbane di sistemi in grado di gestire in maniera organizzata tutte le componenti del traffico, della mobilità e della sosta, fino ad arrivare alle soluzioni di illuminazione pubblica intelligente. Oggi, grazie ai servizi in cloud, tutte le Città hanno accesso a questo tipo di soluzione in maniera scalabile e possono migliorare l’efficienza dei propri sistemi urbani per averne un vantaggio qualitativo ed economico che fino a pochi anni fa era pensabile solo per le metropoli europee. Input, partendo dall’organizzazione dei sistemi di sosta in Italia, ha intercettato questo settore tradizionale per il marchio tedesco ed oggi è in grado di proporre una soluzione davvero completa per l’efficienza delle Città. Ciò che ancora abbiamo visto mancare in chiave nazionale è un adeguato livello di informazione e di competenze che possa unire l’esigenza e l’opportunità di guardare al futuro delle smart cities anche attraverso le Imprese e le figure che oggi operano nel settore pubblico e privato. Per colmare questo gap abbiamo deciso di investire direttamente nella selezione e nella formazione delle nostre competenze interne e nella comunicazione verso le Città. Da questa idea è nato il training center di Faenza che ha lo scopo di raccogliere e diffondere progetti utili allo sviluppo delle nostre Città guardando al futuro. Tre sono le linee di sviluppo che intendiamo percorrere. La prima riguarda la comunicazione, la seconda la formazione, la terza la realizzazione di una rete di collaborazioni che possano essere vincenti in ambito nazionale.

Formazione e la rete di collaborazioni cosa comprendono?

Sulla formazione abbiamo scelto di avviare a Faenza il primo Master sui temi del nostro settore in chiave Smart Cities.
Si chiamerà ISAAC (Input Smart Accademy Actractive Cities), sarà dedicato a 12 neolaureati, di cui 3 selezionati tra candidati residenti a Faenza e 9 provenienti da diverse Regioni, e sarà completamente gratuito per gli studenti (incluso vitto e alloggio). Avrà una durata di due settimane consecutive e i docenti saranno professionisti messi a disposizione da Input, Siemens e dal Comune di Faenza.

Lo scopo è trasmettere a giovani laureati l’esperienza delle Aziende nell’ambito della progettazione e realizzazione di sistemi per la Smart Cities, le innovazioni disponibili in termini di hardwaresoftware e metodologie, e gli strumenti pratici del mestiere in termini giuridici, amministrativi e tecnico-economici. Al Comune di Faenza abbiamo chiesto di poter presentare a questi giovani ed in modo pratico il lavoro e le attività amministrative che una Pubblica Amministrazione deve mettere in campo a tutela dei propri cittadini nella ricerca e selezione di progetti dedicati ai servizi, alle forniture e/o ai lavori in ambito urbano. La selezione avviene tra una vasta gamma di diplomi di Laurea proprio per realizzare un team quanto più possibile eterogeneo ed eclettico che sia in grado di inserirsi nell’Azienda o di trovare e sviluppare un percorso lavorativo attivo in Imprese o strutture che operano ed opereranno sempre di più nella direzione delle Smart Cities. Tutti gli interessati troveranno sul nostro sito le informazioni per poter aderire al Master: inputitalia.com/isaacmaster/
In termini di collaborazione, infine, la nostra ambizione è quella di realizzare una rete di partnership con aziende, artigiani e professionisti che intendano lavorare con noi nello sviluppo di progetti locali e/o nazionali di successo, mettendo a disposizione le nostre competenze e le soluzioni che abbiamo studiato e realizzato in questi anni per offrire alle nostre Città una qualità sempre crescente. Sappiamo che una delle difficoltà nelle relazioni tra l’idea del privato ed il settore pubblico è spesso rappresentata da differenze di linguaggio, metodo e prospettiva, ma sappiamo anche che le Città hanno in corso un forte ripensamento ed una forte necessità di dialogo e di fiducia da parte delle Imprese.
In questi anni abbiamo maturato la nostra crescita difendendo e preservando valori di trasparenza e correttezza che sono stati ripagati e condivisi da molte Città e che riteniamo possano rappresentare una base di partenza per chi voglia sviluppare e/o condividere progetti per la Pubblica Amministrazione.

Quali tipi di figure professionali, aziende o attività pensate possano essere utili nella vostra crescita aziendale?

La nostra attività è davvero ampia e si compone di momenti tra loro molto differenti.
In termini generali la nostra struttura richiede attività di trasporto, installazione, manutenzione, riparazione e ripristino di tecnologie elettroniche (parcometri, semaforica, pannelli a messaggio variabile, spire e sensori su strada).
Il centro di queste attività sono i nostri magazzini e lo spostamento di questa struttura a Faenza richiede la selezione di professionisti, artigiani o aziende che possano aiutarci nel loro svolgimento dopo una fase di naturale conoscenza reciproca e adeguata formazione ed informazione.
La presenza di nostri progetti in numerose Città sul territorio nazionale ci consente, inoltre, di valutare e collaborare con Imprese o Artigiani che abbiano intenzione di sviluppare proprie soluzioni per la Pubblica Amministrazione e che vogliano confrontarsi per comprendere al meglio il potenziale della loro idea o quali canali e partnership possono essere utili al suo rafforzamento.

Per concludere: quali sono le novità in vista dal punto di vista tecnologico che possono far pensare ad un futuro diverso per le Città e le Imprese nel vostro settore?

Partendo dall’immaginario più recondito esiste un futuro in cui si ragiona di veicoli a motore possano muoversi senza necessità dell’autista. In sostanza potremmo arrivare ad un appuntamento, scendere dalla nostra auto (magari elettrica) e lasciarla andare a cercarsi un parcheggio (magari con ricarica a induzione).
Finito il nostro impegno potremmo richiamare la nostra auto che tornerebbe a prenderci e ci porterebbe a casa mentre noi ci leggiamo un libro (giusto per fare qualcosa di strano…). Su questo futuro ci sono già fiere, convegni e sperimentazioni avanzate, ma diciamo che, più realisticamente, potremmo avere un passaggio transitorio in cui la nostra auto può proporre e poi, magari, prendere alcune decisioni. Per fare alcuni esempi potrebbe rallentare se siamo in prossimità di un semaforo che sta per diventare rosso, oppure adattarsi alla zona 30 nei centri storici, o ancora allarmare il guidatore se un pedone, una bicicletta o un’altra auto stanno per creare una situazione di pericolo. Ecco questo tipo di automobile è già in pre-produzione e comunica con oggetti esterni che trasmettono attraverso adeguati protocolli. In questa direzione Siemens ha sviluppato il progetto nominato Car2X e sta predisponendo i propri sistemi di semaforica, monitoraggio traffico e sensoristica per dialogare con le centraline di questi veicoli. Dal punto di vista industriale questo percorso è estremamente interessante perché punta decisamente a rivoluzionare il concetto di mobilità, di sostenibilità e, non secondariamente, di sicurezza stradale. Si sta immaginando un futuro industriale che guarda all’ambiente, alla sicurezza e alla qualità del tempo delle persone come fine e non più come semplice mezzo e lo si sta inserendo come una funzione prevista nelle soluzioni di oggi. Entro pochi mesi installeremo due di questi sistemi a Faenza per poterli utilizzare come soluzioni pilota e avremo occasione di presentarne le potenzialità agli operatori e alle Città interessate alla loro installazione, manutenzione e gestione.

a cura di Alberto Mazzoni

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