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In questa quinta pillola Enrico Podestà affronta il tema dell’infomobilità che non è associabile solo ai pannelli dislocati nelle città…

#05 Infomobilità

Eccoci dunque alla quinta pillola sull’infomobilità, nelle pillole precedenti abbiamo parlato di due argomenti che vanno in questa direzione, il primo era il motivo per cui si pagano i parcheggi che è quello di garantire una migliore accessibilità del centro facendo anche degli investimenti in soluzioni di mobilità alternativa, nella seconda abbiamo visto quante e quali tecnologie vengono utilizzate per rilevare dati e informazioni della sosta anche nel rispetto dell’Articolo 36 Comma 4 del Codice della Strada che prevede appunto l’utilizzo di sistemi in grado di rilevare dati, tenerli e storicizzarli per poi fare dei piani urbani del traffico.

L’infomobilità viene spesso associata ai pannelli dislocati nelle città, che indicano ad esempio quanti posti auto liberi ci sono nei parcheggi. Questo però è solo uno dei modelli di infomobilità che si è maggiormente diffuso e risale agli anni ’80. Oggi grazie alle tecnologie disponibili, rilevamenti mobili tramite smartphone, sensori sull’asfalto e sensori presenti nei parcheggi, è possibile avere diversi livelli di infomobilità.

Il primo livello è quello che serve un po’ a tutti, ad esempio quando si va in un certo posto fa comodo sapere dov’è più probabile trovare parcheggio nelle vicinanze in modo da pianificare il viaggio. Per questo scopo è possibile utilizzare dati storicizzati e addirittura informazioni che abbiamo già, come ad esempio una partita allo stadio di domenica, piuttosto che una manifestazione in centro, per diffondere sui portali e rendere disponibili anche ai navigatori satellitari le situazioni di traffico congestionato e quindi la scarsa probabilità o addirittura l’assenza di probabilità di trovare parcheggio in determinate zone.

Una volta pianificato il viaggio e stabilito dov’è il parcheggio più vicino ed a quali condizioni, se a tariffa o gratuito, o ancora meglio se è vicino ad un interscambio dove una navetta ci porta nella posizione desiderata, è importante man mano che ci si avvicina alla destinazione poter disporre di informazioni dinamiche sullo stato di questi parcheggi, informazioni ottenibili grazie a sistemi dislocati sulle strade e che fungono da spia per verificare in tempo reale se si superano determinate soglie di occupazione dei parcheggi. Questo lo si può fare in più modi, o con la sommatoria dei biglietti validi e soste attive, ad esempio attraverso le App sui parcheggi a pagamento, o con un impianto a barriera dove si dispone di un conteggio preciso dei veicoli all’interno del parcheggio, o anche su strada attraverso i sensori di sicuro stallo che rilevano la presenza dei veicoli in quel momento. Ovviamente man mano che ci si avvicinerà all’area di sosta, l’informazione sarà distribuita a più persone pertanto se sono disponibili 5 posti auto e sono 20 veicoli a consultare questa informazione, si rischia di arrivare al parcheggio e non avere poi disponibilità di sosta.

Diventa quindi importante, oltre a conoscere lo stato attuale dei parcheggi, avere delle informazioni di tipo dinamico e predittivo in grado di indicare cosa succederà quando si arriverà a quel parcheggio. Questi modelli di infomobilità prevedono una forte componente di “modellazione informatica”, quindi ci si allontana dal concetto del semplice pannello con visualizzate le disponibilità e ci si avvicina alla creazione di un modello di intelligenza artificiale che dia informazioni in tempo reale e conduca al parcheggio più vicino con disponibilità.

Questo modello evolverà ancora di più nel momento in cui i veicoli diventeranno a guida semiautonoma o autonoma, per cui l’informazione sulla ricerca del parcheggio, la destinazione e la disponibilità del posto auto, sarà scambiata tra il sistema che sta sulla strada, il singolo veicolo e tra veicolo e veicolo, proprio per evitare che 20 veicoli con la stessa destinazione si dirigano verso lo stesso parcheggio, ma invece distribuendo il posto di destinazione in base all’occupazione e alla previsione di occupazione di questi parcheggi.
Quindi sull’infomobilità un tema aperto è la capacità di creare modelli informatici e di gestire Big Data anche attraverso sistemi d’intelligenza artificiale, per arrivare ad avere un’efficienza vera e propria della città, magari senza investire troppo in infrastrutture di ospitalità come parcheggi multipiano o soluzioni analoghe, ma investendo qualcosa in più nel servizio da offrire al singolo cittadino.

L’ideale per un domani sarebbe avere la certezza dei tempi di percorrenza e di trovare un parcheggio disponibile, ma gli scenari sono ancora aperti e la tecnologia ci potrà condurre in una direzione dove probabilmente sarà l’auto stessa ad andare a cercare il parcheggio senza dovercene preoccupare noi.
Abbiamo affrontato in maniera più o meno dettagliata molti dei temi che riguardano i parcheggi e il traffico nel suo complesso, vogliamo comunque continuare ad approfondirli ancora meglio e per questo ci rivediamo dopo la pausa estiva…

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